166 c.p.c. (-20) - Costituzione del convenuto

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
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Nella comparsa di risposta il convenuto può svolgere tutte le sue difese ma solo se questa è depositata nei termini previsti; può anche sollevare eccezioni, svolgere domande riconvenzionali o richiedere la chiamata in causa di un terzo.
Il termine non è perentorio giacché nulla vieta al convenuto di costituirsi fino all’udienza di precisazione delle conclusioni (ex art. 189 c.p.c.). Tuttavia, la costituzione tardiva implica le decadenze di cui all’articolo 167 c.p.c.
All'atto della costituzione, il convenuto deve depositare la comparsa di risposta (ossia il proprio atto introduttivo), la nota di iscrizione a ruolo (solo se si costituisce per primo), la copia della citazione che gli è stata notificata, la procura, i documenti che offre in comunicazione e le copie della comparsa di risposta per le altre parti.
Ai fini della verifica della tempestività della costituzione del convenuto, il termine di cui all'art. 166 c.p.c., al pari di tutti i termini a ritroso, deve essere calcolato considerando quale "dies a quo", non computabile per il disposto dell'art. 155, primo comma, c.p.c., il giorno prima del quale va compiuta l'attività processuale e, dunque, il giorno dell'udienza di comparizione indicata nell'atto di citazione, ovvero quello differito ai sensi dell'art. 168 bis, V comma, c.p.c., e quale "dies ad quem", invece computabile in quanto termine non libero, il ventesimo giorno precedente l'udienza stessa. (Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6601 del 30 aprile 2012)
La sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, ai sensi della legge n. 742 del 1969, comporta la sottrazione del medesimo dal relativo computo, sicché, ai fini della costituzione del convenuto in primo grado, il termine di venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, il cui rispetto è necessario per la proposizione della domanda riconvenzionale, va calcolato, ove sia indicata un'udienza per una data successiva al compimento del periodo feriale ma tale che il termine di venti giorni ricada in detto periodo, mediante un conteggio a ritroso che in detta frazione temporale incontra una parentesi oltre la quale il conteggio stesso deve proseguire fino ad esaurimento. (Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12044 del 17 maggio 2010)

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