183, VI comma c.p.c. (30/30/20) - Prima comparizione delle parti

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
TORNA INDIETRO

Il Giudice, su semplice richiesta di entrambe o di una delle parti, è tenuto a concedere un termine per il deposito di memorie contenenti precisazioni o modificazioni delle domande e delle eccezioni già proposte.
Le tre memorie, che vanno depositate rispettivamente a distanza di 30, 30 e 20 giorni, presentano i seguenti contenuti:
1) la prima consente di precisare o modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già proposte (ius variandi e poenitendi, esercitabile anche in prima udienza). Sebbene la norma non lo dica esplicitamente, parte della dottrina ritiene che le parti possano proporre domande ed eccezioni nuove;
2) la seconda permette di replicare alle domande ed eccezioni nuove o modificate dall'altra parte; proporre eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime; indicare mezzi di prova e produrre documenti nuovi o non già proposti negli atti introduttivi;
3) l'ultima memoria va utilizzata per indicare i mezzi di prova contraria.

La decorrenza dei termini è normata e trova riscontro nel disposto dell'art. 155 c.p.c. il quale prevede che "Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune. I giorni festivi si computano nel termine. Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo....".
Qualora il termine per il deposito di una memoria ex art. 183 comma 6 c.p.c. dovesse scadere il sabato, la scadenza è prorogata al lunedì successivo, e da tale giorno inizia a decorrere il termine per il deposito della memoria successiva (Tribunale Torino, sez. II, 11/12/2006). Inoltre, sempre la giurisprudenza di merito, ha chiarito che compete al Giudice di merito la facoltà di concedere o meno i termini di cui all'art. 183 comma VI c.p.c. dal momento che l'espressione "se richiesto" va riferito non ad una pretesa delle parti quanto piuttosto alla necessità di concedere i termini in relazione al contenuto della res controversa (Tribunale di Reggio Emilia, sentenza del 5/3/2015 n. 383).

TORNA INDIETRO