325 c.p.c. (30) - Termini per le impugnazioni

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
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Gli articoli 325 e ss. c.p.c. indicano quelli che sono i termini per proporre le impugnazioni, decorsi inutilmente i quali la sentenza passa in giudicato. Essi sono sostanzialmente di due tipi: un termine breve e un termine lungo. A sua volta, il termine breve è diverso a seconda che riguardi il regolamento di competenza, l'appello, la revocazione e l'opposizione di terzo revocatoria (nel qual caso è di trenta giorni) oppure riguardi il ricorso per cassazione (nel qual caso è di sessanta giorni). Il termine lungo invece è di sei mesi.
L'unico mezzo di impugnazione non soggetto ad alcun termine è l'opposizione di terzo ordinaria. Il momento in cui i termini brevi iniziano a decorrere può essere individuato, a seconda dei casi, in tre distinte situazioni: la notificazione della sentenza, la conoscenza di un certo fatto e la comunicazione della sentenza.
Nel caso in cui la parte o il suo procuratore muoiano o perdano la capacità di stare in giudizio, il termine breve per le impugnazioni è interrotto e riprende a decorrere dal giorno in cui la notificazione della sentenza è rinnovata.
Oltre che per decorrenza dei termini, il potere di impugnare si perde anche per acquiescenza. Più precisamente, l'acquiescenza può consistere in un'accettazione espressa del provvedimento o nel compimento di atti incompatibili con la volontà di impugnare.
La legge prevede, inoltre, che l'impugnazione parziale comporta l'acquiescenza delle parti della sentenza non interessate.
La produzione della sentenza in altro processo non fa decorrere il termine breve per impugnarla, giacché di regola, ai sensi dell'art. 326, comma 1, c.p.c., la notificazione della sentenza non ammette equipollenti quale fonte di conoscenza legale (Cass. Civ. SS.UU.- 30 mar 2010, n. 7607). Il termine per proporre appello deve essere qualificato come termine a decorrenza successiva, con la conseguenza che, ove il "dies ad quem" del medesimo vada a scadere nella giornata di sabato, esso è prorogato al primo giorno seguente non festivo, ai sensi dell'art. 155, quarto comma, c.p.c., nella nuova formulazione introdotta dall'art. 2, lett. f), legge 28 dicembre 2005, n. 263, applicabile ai procedimenti instaurati successivamente alla data del 1° marzo 2005. (Cass. Civ, Sez. V, n. 6728 del 4 maggio 2012).
Nell'ipotesi in cui il giudizio d'appello si sia svolto nella contumacia di una parte, ancorchè erroneamente dichiarata, la notifica della sentenza conclusiva del relativo giudizio, ove sia avvenuta nelle mani della parte personalmente, è idonea a determinare, nei confronti della stessa, la decorrenza del termine breve per proporre ricorso per cassazione.(Cass. Civ. Sez. III, n. 2113 del 14 febbraio 2012)

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