434 c.p.c. (40) - Deposito ricorso in appello LAVORO ESTERO

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
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Al fine di verificare la tempestività dell'appello di una sentenza decisa dal giudice di primo grado secondo il rito del lavoro, deve aversi riguardo al deposito del ricorso in cancelleria, a nulla rilevando il momento della successiva riassunzione del giudizio disposta dalla sezione lavoro della corte di appello per il passaggio della causa ad altra sezione civile del medesimo ufficio giudiziario, essendosi ormai determinato l'effetto conservativo, sostanziale e processuale, dell'impugnazione originariamente proposta (Cass. Civ., Sez. III, n. 20344 del 28 settembre 2010).
Anche in appello deve essere reiterata la richiesta di mezzi istruttori domandati e non ammessi in primo grado, senza che vi possa provvedere d’ufficio il giudice di secondo grado, in quanto l’esercizio del suo potere discrezionale non può servire a sanare decadenze nelle quali sono incorse le parti.
Il thema decidendum nel giudizio di secondo grado è delimitato dai motivi di impugnazione, la cui specifica indicazione è richiesta, ex art. 434 c.p.c., per l’individuazione dell’oggetto della domanda d’appello e per stabilire l’ambito entro il quale deve essere effettuato il riesame della sentenza impugnata.
Nel rito del lavoro il termine breve per impugnare non decorre dalla notifica del solo dispositivo ( Cass. Civ., Sezione Lavoro, 17/05/2017, n. 12372)
La sentenza appellabile ai sensi degli artt. 339, primo comma, e 433, primo comma cod.proc.civ., anche, quindi, quella resa nel rito del lavoro, salva la particolare ipotesi prevista dal secondo comma del medesimo art. 433, è quella che contiene tutti gli elementi elencati nell’art. 132, primo comma, c.p.c. e che è pubblicata a norma del successivo art. 133 c.p.c.; in caso di notificazione del solo del solo dispositivo della sentenza (sempre che non ricorra l’ipotesi prevista dall’art. 433, comma 2, c.p.c.), non decorre il termine breve per l’impugnazione; ove, peraltro, il dispositivo non sia seguito dalla motivazione bensì da un atto con cui si attesti il mancato deposito della motivazione per impedimento del giudicante, l’onere di impugnazione, con il conseguente avvio dei termini per impugnare, sorge solo in seguito alla comunicazione da parte della cancelleria del mancato deposito della motivazione.

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