481 c.p.c. (90) - Termini precetto

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
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Diversamente dal titolo esecutivo, che ex art. 2953c.c. può essere fatto valere entro i 10 anni dal passaggio in giudicato, il precetto, una volta notificato, conserva la sua efficacia di atto preliminare all'esecuzione forzata solo per novanta giorni. Nel caso in cui l'esecuzione non venga iniziata entro il suddetto termine il precetto deve essere rinnovato con l'indicazione della precedente data di notifica del titolo esecutivo, mentre la notifica del titolo esecutivo ed il titolo stesso conservano la loro efficacia. Il termine di novanta giorni ha carattere acceleratorio e non è suscettibile di proroga La norma dispone che il termine di efficacia del precetto rimane sospeso nel caso in cui vengano proposte le opposizioni di cui agli artt. 615 e 617 c.p.c.
In caso di opposizione, inoltre, il creditore può decidere di non dare inizio all'esecuzione. La conseguenza dell'opposizione è quella di determinare la sospensione, non l'interruzione, quindi il termine riprende a decorrere per la sola parte non trascorsa in precedenza. Infine, se l'opposizione è stata proposta in concomitanza con la sospensione feriale (1^ agosto/1^ settembre) non si avrà ulteriore sospensione, trattandosi di termine sostanziale e non processuale.
Il termine d'efficacia del precetto è sospeso a seguito della sospensione dell'esecuzione disposta, ai sensi dell'art. 373, comma secondo, c.p.c., per avvenuta proposizione del ricorso per Cassazione, e ricomincia a decorrere, nel caso in cui la sospensione sia revocata con ordinanza non pronunziata in udienza, non dalla pubblicazione della stessa ordinanza di revoca, ma dalla sua comunicazione, che segna il momento in cui la parte ha legale conoscenza dell'ordinanza (art. 134, comma secondo, c.p.c.) ed è posta nelle condizioni di proseguire la propria attività. (Cass. Civ., Sez. III, n. 9360 del 10 aprile 2008)
Nonostante il precetto sia un atto cronologicamente anteriore all'inizio del processo esecutivo, viene ugualmente inserito nella serie di atti del processo stesso, acquisendo alla fine natura di atto processuale. Il termine di efficacia del precetto fissato in novanta giorni permette al creditore di dare seguito al suo proposito di ottenere coattivamente quanto gli spetta e, al contempo, serve a garantire il debitore di ricevere sempre un avvertimento tempestivo senza che il creditore possa iniziare l'esecuzione a suo piacimento, anche dopo mesi o anni dalla notifica del precetto.
Il termine di novanta giorni, previsto dall'art. 481 c.p.c., entro cui l'esecuzione deve essere iniziata per ovviare alla comminatoria di inefficacia del precetto, è un termine di decadenza e non di prescrizione, attenendo all'inattività processuale del creditore e non all'effetto sostanziale del precetto. Ne consegue che, se entro il termine suddetto viene iniziata l'esecuzione, esauritasi la funzione del termine di decadenza, è possibile instaurare anche dopo il decorso dei novanta giorni ed in base all'unico precetto altre procedure espropriative con il solo temperamento del divieto del cumulo eccessivo (Cass. Civ., Sez. III, n. 11578 del 31 maggio 2005)

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