497 c.p.c. (45) - Termini pignoramento

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Una delle rilevanti novità dell'ultima riforma della giustizia, di cui al d.l. n. 83/2015, la cui legge di conversione (n. 132/2015 pubblicata nella gazzetta ufficiale n. 192 del 20 agosto 2015), è stato il dimezzamento dei termini dell'efficacia del pignoramento.
L'art. 13 lettera d) del DL, infatti, ha modificato l'art. 497, primo comma, c.p.c., prevedendo che la vendita o l'assegnazione dei beni pignorati vada richiesta entro 45 giorni (in luogo dei novanta), a pena di inefficacia.
Il termine previsto dalla norma in analisi per l'efficacia del pignoramento ha una diversa decorrenza a seconda delle varie forme di espropriazione: per l'espropriazione immobiliare il termine decorre dalla notifica dell'atto di cui all' art. 555 c.p.c. o dalla trascrizione dello stesso, a seconda che si ritenga l'uno o l'altro essenziale. Nel caso di espropriazione mobiliare presso il debitore, dal giorno del compimento delle relative operazioni; nell'espropriazione presso il terzo, dalla notifica dell'atto di cui all'art. 543 c.p.c. L'orientamento dottrinale dominante ritiene, comunque, che l'inefficacia ex 497 c.p.c. debba essere eccepita dalla parte interessata prima di ogni altra difesa. Diversamente, secondo parte della giurisprudenza può essere rilevata d'ufficio.

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