641 c.p.c. (40) - Opposizione a decreto ingiuntivo

I termini processuali di CalcolaTermini.it

I termini processuali
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Il termine di quaranta giorni è stato inserito dall'art. 8, comma 1, del d.l. 18-10-1995, n. 432, conv. in l. 20-12-1995, n. 534. Si tratta di un termine perentorio, come risulta dalla natura sostanzialmente impugnatoria dell'opposizione. Il suo decorso infruttuoso fa sì che il decreto acquisti efficacia di titolo esecutivo.
L'opposizione a decreto ingiuntivo concesso in materia di locazione, come tale soggetta al rito speciale di cui all'art. 447 bis c.p.c., deve ritenersi tempestiva anche se erroneamente proposta con citazione, anziché con ricorso, qualora entro il termine previsto dall'art. 641 c.p.c., avvenga l'iscrizione a ruolo mediante deposito in cancelleria dell'atto di citazione o di una copia di esso (cd. velina) purché, in quest'ultimo caso, segua poi il deposito dell'originale dell'atto. (Cass. Civ., Sez. VI-3, ordinanza n. 21671 del 19 settembre 2017)
Il Giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo può rilevare d'ufficio l'inammissibilità dell'opposizione per inosservanza del termine prescritto dall'art. 641 c.p.c., solo se dagli atti emerga con certezza la tardività dell'opposizione in riferimento sia al "dies a quo", ossia alla data di notificazione del decreto, che al "dies ad quem", ossia alla data della relativa opposizione, ma, qualora sia noto soltanto il "dies ad quem", non può adottare analoga statuizione officiosa presumendo tale tardività in assenza di dati significativi e, segnatamente, addebitando all'opponente la mancata produzione della busta contenente il decreto notificato, in quanto recante la data di smistamento del plico presso l'ufficio postale, ma non anche quella di effettivo recapito al destinatario.(Cass. Civ., Sez. I, n. 24858 del 24 novembre 2011).
Nel caso in cui la dichiarazione di fallimento del debitore sopravvenga nelle more dell'opposizione da lui proposta contro il decreto ingiuntivo, il curatore non è tenuto a riassumere il giudizio, poiché il provvedimento monitorio, quand'anche provvisoriamente esecutivo, non è equiparabile ad una sentenza non ancora passata in giudicato, che viene emessa nel contraddittorio delle parti, ed è, come tale, totalmente privo di efficacia nei confronti del fallimento. (Cass. Civ. , sez. VI, 10 Ottobre 2017, n. 23679).

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